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Crema solare in sella? Ho testato la Heliocare 360° Sport nella fornace della Padus Gravel

Quando sei in sella sotto il sole, la sensazione può ingannarti. La velocità, il vento in faccia, l’aria che scorre lungo le braccia danno un’illusione di freschezza, ma la realtà è che i raggi UV stanno lavorando sodo sulla tua pelle. E in bicicletta — specie d’estate e su terreni aperti come argini, sterrati o strade senza ombra — la protezione solare non è un optional: è equipaggiamento obbligatorio, come il casco o le luci.

Perché è importante proteggersi?

L’esposizione prolungata e non protetta ai raggi UV è il principale fattore di rischio per:

  • Scottature solari
  • Invecchiamento cutaneo precoce
  • Cheratosi attiniche
  • Melanomi e altri tumori della pelle

Chi pratica sport all’aperto — come il ciclismo, la corsa, il triathlon, il surf o lo sci — è esposto a dosi molto alte di radiazione UV, spesso senza rendersene conto. E i dati parlano chiaro.

🔎 Uno studio pubblicato sul British Journal of Dermatology ha evidenziato che gli sportivi outdoor presentano un’incidenza di tumori cutanei fino a 3 volte superiore rispetto alla popolazione generale. Tuttavia, va anche detto che questo dato è in parte influenzato dalla maggiore attenzione che gli sportivi dedicano al proprio corpo: monitorano di più la pelle, notano prima le anomalie e si sottopongono con maggiore regolarità a visite dermatologiche.

In parole povere: non è detto che si ammalino di più, ma scoprono prima eventuali problemi.

E questo non deve diventare una scusa per abbassare la guardia. Al contrario: proteggersi con costanza è la vera prevenzione.


La mia prova sul campo: Heliocare 360° Sport

Per testare una protezione solare seria, serviva un banco di prova degno. E quale migliore occasione della Padus Gravel, sotto il sole cocente della Pianura Padana, dove il mio Garmin ha segnato punte di 38 gradi?

Heliocare 360° Sport è una crema solare in formato spray trasparente, specificamente pensata per attività sportive. Ha alcune caratteristiche tecniche molto interessanti:

  • SPF 50: protezione molto alta contro i raggi UVB (quelli che provocano scottature).
  • UVA / UVB full spectrum: protegge anche dai raggi UVA, più subdoli e legati all’invecchiamento e ai tumori cutanei.
  • λ (lambda) > 370 nm: indica una protezione efficace anche contro le onde lunghe degli UVA, cioè quelle che penetrano più a fondo nella pelle.
  • PA++++: è il massimo livello di protezione UVA secondo la scala giapponese (usata anche da molti prodotti dermatologici di fascia alta).

Impressioni in sella

Applicata prima della partenza, tramite erogatore spray, la crema si stende bene e non unge — una benedizione in bici, dove mani scivolose e pelle appiccicosa sono fastidi da evitare. Nessun effetto lucido, nessun residuo bianco sulla pelle, e soprattutto nessun odore fastidioso o sensazione di “pelle che cuoce” anche dopo ore.

Ho apprezzato molto anche il formato compatto, perfetto da infilare in borsa, in tasca o in valigia. E il fatto che sia waterproof la rende adatta non solo per chi suda tanto (come me), ma anche per le giornate al mare o in piscina.


Conclusione: promosso a pieni voti

Heliocare 360° Sport si è comportata benissimo in una delle condizioni più difficili in cui mi sia mai trovato a pedalare. È efficace, leggera, invisibile sulla pelle e pensata davvero per chi si muove. Dopo ore di gravel sotto il sole, nessun rossore e nessuna sensazione di pelle stressata.

Ci sono protezioni solari che sembrano fatte per chi prende il sole sul lettino. Questa, invece, è fatta per chi il sole lo prende pedalando.

Promossa, e pronta a tornare in borsa anche per le vacanze al mare.

Riferimenti scientifici

Snyder A, Valdebran M, Terrero D, et al.
Solar Ultraviolet Exposure in Individuals Who Perform Outdoor Sport Activities: A Review of the LiteratureSports Medicine – Open. 2020;6:42.
https://doi.org/10.1186/s40798-020-00272-9
📎 Full text su SpringerOpen

Harrison SC, Bergfeld WF.
Ultraviolet Light and Skin Cancer in AthletesSports Health. 2009;1(4):335–340.
https://doi.org/10.1177/1941738109338923
📎 Testo completo (PubMed Central)

Mahé E, Beauchet A, de Paula Corrêa M, et al.
Outdoor sports and risk of ultraviolet radiation–related skin lesions in childrenBritish Journal of Dermatology. 2011;165(2):360–367.
https://doi.org/10.1111/j.1365-2133.2011.10415.x
📎 Abstract su PubMed

Močnik T, et al.
Skin Cancer Risk, Sun-Protection Knowledge and Behavior in Outdoor Athletes: A Systematic ReviewCancers (MDPI). 2023;15(13):3281.
https://doi.org/10.3390/cancers15133281
📎 Open access su MDPI

Grazie al nostro Giovanni “acciughino” per la recensione

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Garmin Varia™ 515

Dopo oltre un anno di utilizzo del Garmin Varia™ 515 abbiamo deciso di dare il nostro contributo ad un prodotto che reputiamo indispensabile per  qualsiasi ciclista, dall’uso quotidiano a quello sportivo sopratutto su strada.

Questo radar posteriore intelligente, con luce posteriore integrata, è progettato per aumentare la sicurezza sulle strade, avvisando il ciclista della presenza dei veicoli in avvicinamento. Con una facile installazione sulla sella della bici, il Varia 515 rileva i veicoli in arrivo da dietro, avvisando il ciclista tramite segnali luminosi e sonori sul proprio computer da bicicletta Garmin compatibile. Inoltre, è in grado di rilevare più veicoli contemporaneamente, fornendo informazioni cruciali per una guida più sicura. La connettività Bluetooth e ANT+ lo rende compatibile con una vasta gamma di dispositivi Garmin, smartphone ed altri computer da bici.

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Qui di seguito la pagina ufficiale del prodotto: Garmin Varia™ RTL515