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G.Round Padova 2026: il primo Gravel dell’anno tra nebbia, fango e buona compagnia

Finalmente si ricomincia. Ore 5.40 di mattina, io e Luca in sella verso Padova per il primo evento Gravel del 2026 — e già questo la dice lunga su quanto ci fosse voglia di tornare in bici.

Arrivo ai Colli Euganei: nebbia e colazione abbondante

Avevamo lasciato il sole, ma Padova ci ha accolto con nebbia fitta e temperature rigide. Nessun problema: alle 8.30 eravamo già al punto di ritrovo, una bellissima casa colonia appena fuori dal centro, dove ci hanno omaggiato di una prima colazione come si deve.

L’ora precedente alla partenza è stata tutto fuorché silenziosa: abbracci, pacche sulle spalle, strette di mano con amici che non incontravamo da mesi o che conoscevamo solo dai social. Quella sensazione di comunità che solo certi eventi sanno creare.

Partenza ore 9.30: il gruppone dei 300 gravellisti

Dopo lo “spiegone” del percorso e le immancabili foto di rito, alle 9.30 si parte in direzione Colli Euganei. Oltre 300 gravellisti avvolti dalla nebbia — uno spettacolo quasi surreale.

La prima salita di giornata non ha fatto sconti a nessuno: già impegnativa di suo, con il lastricato umido ha costretto molti di noi a mettere i piedi a terra e spingere la bici. Nessuna vergogna — era oggettivamente dura.

La nebbia si dirada: panorami e sterrato euganeo

Con il guadagno di quota e l’avvicinarsi del mezzogiorno, la nebbia ha lasciato spazio a un timido sole. Ed è lì che i Colli Euganei hanno mostrato il loro volto migliore: panorami mozzafiato, tracciati sterrati immersi nei boschi delle vallate, silenzio interrotto solo dal rumore delle ruote sulla ghiaia.

Dopo circa 80 km siamo rientrati alla base dove ci aspettava una ribollita fumante e abbondante. Difficile immaginare un finale migliore per una giornata in bici.

Il giudizio su G.Round: formula azzeccata

L’uscita è volata, come sempre quando sei in buona compagnia. Il meteo? Poteva andare meglio, ma poteva anche andare decisamente peggio.

G.Round è un format collaudato che funziona ovunque vada, e dopo questa giornata è facile capire perché: socialità, inclusione e un’atmosfera festosa che ricorda le grandi occasioni, con musica e la voglia di stare insieme che fa da collante tra centinaia di ciclisti di ogni livello.

Agli organizzatori vanno i miei complimenti per la gestione impeccabile. Meritano un bel 7 pieno.

“Assavvidem” alla prossima — Ciao Burdeel!

Ringrazio come sempre ringrazio per l’articolo l’amico Roberto (crazy_romagnul) edi Ideal Gravel Team