
Gravel sul Serio 2026: una classica gravel della Bassa che non delude mai
Seconda partecipazione per me alla Gravel sul Serio, un appuntamento che ormai è diventato una vera classica nel panorama degli eventi gravel della Bassa Bergamasca.
Sono arrivato alla partenza con qualche dubbio sulla mia condizione. Da fine luglio avevo accumulato davvero pochi chilometri in bicicletta: nell’ultimo mese avevo camminato molto, ma pedalato decisamente meno del solito. Solo nella settimana precedente ero riuscito a fare un paio di uscite leggere, più che altro per riattivare un po’ le gambe e ritrovare le sensazioni in sella.
Non sapevo quindi bene come avrebbero reagito le gambe, soprattutto considerando quello che si annunciava come un altro protagonista della giornata: il caldo.
Da Romano di Lombardia verso sud lungo il Serio
A Romano di Lombardia ci ha accolto, come sempre, l’ottima organizzazione della Gravel sul Serio, fatta soprattutto di appassionati e volontari che mettono grande cura nell’evento.
Anche quest’anno tanti i partecipanti e una bella novità alla partenza: un villaggio completamente rinnovato, che dava ancora più atmosfera già dalle prime ore della mattina.
Con il nostro gruppo abbiamo scelto il percorso da circa 70 chilometri. Una scelta dettata da due motivi: alcuni di noi avevano pedalato poco nelle settimane precedenti e, soprattutto, le previsioni annunciavano parecchio caldo dalla seconda metà della mattinata.
Meglio quindi godersi la giornata senza trasformarla in una sfida contro il termometro.
Quest’anno, dalla tradizionale partenza di Romano di Lombardia, la traccia prende la direzione sud seguendo la sponda sinistra orografica del fiume Serio fino ad arrivare verso Crema.
Da lì si torna poi verso nord, sempre rimanendo per lunghi tratti vicino al fiume, alternando sterrati, strade secondarie, piccoli paesi della Bassa e le campagne tipiche di questa parte della Lombardia.
Terreni conosciuti, ma sempre qualcosa di nuovo da scoprire
Sono zone che abbiamo già percorso diverse volte in bicicletta, ma una delle cose che mi piace della Gravel sul Serio è proprio la capacità degli organizzatori di inserire sempre qualche chilometro nuovo e qualche angolo ancora da scoprire.
Ed è forse proprio questo uno degli aspetti più belli del gravel.
Puoi pensare di conoscere bene una zona, ma basta imboccare una sterrata diversa, seguire un argine o infilarsi in una piccola strada di campagna per ritrovarsi improvvisamente in un posto che non avevi mai visto.
Il percorso anche quest’anno è stato molto bello e scorrevole, con lunghi tratti sterrati davvero divertenti, quelli in cui si può lasciare andare la bici e guidarla a buon ritmo.
Quando il fondo lo permette, affrontare questi settori con la gravel è sempre una delle parti più divertenti della giornata: si aumenta il ritmo, si cerca la linea migliore e si pedala semplicemente per il gusto di farlo.
Caffè, pane e salame e le immancabili fontanelle
Naturalmente, per il nostro gruppo, una giornata gravel non sarebbe completa senza la classica pausa caffè.
E così, più o meno a metà percorso, ci concediamo la nostra sosta al bar. Qualche minuto per bere qualcosa, fare due chiacchiere e poi di nuovo in sella.
Circa 25 chilometri prima dell’arrivo troviamo invece il ristoro ufficiale della Gravel sul Serio.
E qui la sosta è praticamente obbligatoria.
Il pane e salame è ormai una tradizione, accompagnato da birra, frutta e da un ottimo pane con marmellate che, dopo parecchi chilometri di sterrato, si fa apprezzare ancora di più.
Con il passare delle ore, però, il caldo inizia a farsi sentire sempre di più.
Le fontanelle incontrate lungo il percorso diventano così tappe quasi obbligatorie: soste molto brevi, giusto il tempo di riempire le borracce, bagnarsi un po’ e ripartire.
Quando il caldo diventa il vero avversario
Le previsioni, purtroppo, ci avevano visto giusto.
Nella parte finale della mattinata la temperatura è salita parecchio e nell’ultima ora il caldo si è fatto davvero intenso.
La distanza ormai non era più un problema, ma con quelle temperature anche un percorso abbastanza scorrevole iniziava inevitabilmente a diventare più impegnativo.
Abbiamo quindi continuato senza forzare troppo, cercando soprattutto di bere con regolarità e di goderci gli ultimi chilometri fino a Romano.
E una volta arrivati, ad aspettarci c’erano gli Alpini con l’immancabile “terzo tempo”, uno dei modi migliori per chiudere una giornata passata in bicicletta.
Sensazioni decisamente migliori del previsto
Personalmente ero curioso soprattutto di capire quale fosse davvero la mia condizione dopo oltre un mese con pochissimi chilometri in bici.
Mi aspettavo qualche difficoltà in più.
Invece le sensazioni sono state decisamente migliori del previsto.
Le gambe hanno risposto bene per tutta la giornata e non ho mai avuto particolari momenti di difficoltà. Alla fine, quello che ha reso più impegnativa la Gravel sul Serio è stato soprattutto il caldo degli ultimi chilometri.
Ed è stata sicuramente una bella conferma.
Camminare molto durante questo periodo, evidentemente, mi ha permesso di mantenere una buona condizione generale anche senza passare troppe ore in sella.
Gravel sul Serio: appuntamento confermato
Seconda partecipazione e seconda esperienza positiva.
La Gravel sul Serio continua a essere uno di quegli eventi che interpretano bene lo spirito gravel che piace a noi: un bel percorso, tanti sterrati, qualche scoperta lungo la strada, un’organizzazione fatta di persone appassionate e soprattutto la possibilità di trascorrere una giornata in bicicletta senza l’ossessione del cronometro.
Si pedala, si chiacchiera, ci si ferma per un caffè, si mangia pane e salame e poi si riparte.
In fondo, non serve molto per costruire una bella giornata gravel.
E anche questa volta, lungo il Serio, gli ingredienti c’erano tutti.









